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Integratori naturali per ansia e insonnia.

L’ansia è comunemente definita uno “stato emotivo a contenuto spiacevole, associato ad una condizione di allarme e di paura che insorge anche in assenza di un pericolo reale e che, comunque, è sproporzionata rispetto ad eventuali stimoli scatenanti” (Trattato Italiano di Psichiatria, Perugi, Toni, 2002, p. 600) e collegabili ad un più fisiologico stato soggettivo di “paura”, di per sé idonea a innescare le reazioni sistemiche necessarie a fronteggiare il pericolo o la minaccia.

Il quadro fenomenologico comprende variegate reazioni cognitive, comportamentali e fisiologiche in un quadro comunque individuale che si estende dalla preoccupazione, all’irrequietezza, al nervosismo, alla sensazione di vuoto mentale, al senso di allarme, alle palpitazioni, ai tremori, alla sudorazione, alle tensioni, vertigini, nausea, formicolii, sensazione di mancanza di respiro, disturbi addominali, etc.

Tale situazione può risolversi nel giro di breve tempo, qualche ora o qualche giorno, dopo di che l’organismo ritorna alla sua condizione di equilibrio, oppure prolungarsi a lungo e giungere a cronicizzarsi con conseguenze ben più pesanti sull’individuo.

Può diventare difficile in questi frangenti mantenere l’equilibrio sulle altre sfere della quotidianità, come la cura dell’alimentazione, che può risultare sbilanciata in varie direzioni, squilibrata a favore di un nutriente o con pasti saltati ad esempio, o del sonno, che può facilmente essere turbato o interrotto o perso.

Al contrario, l’azione equilibrante su queste fondamentali funzioni fisiologiche – sonno e nutrizione – si rivela importante proprio nel coping degli stati d’ansia e delle situazioni stressanti (che ne innescano i disturbi) in un circolo virtuoso che favorendo il recupero delle energie perse e di una baseline ottimale di funzionamento sistemico, consenta di fronteggiare adeguatamente gli stress emotivi, le paure aspecifiche e gli stati d’ansia in generale. Entriamo dunque nel merito dei singoli comportamenti e rimedi.

A livello alimentare sarebbe bene non abusare di bevande nervine come tè e caffè, che nell’illusione di darci prontezza e reattività turbano eccessivamente un sistema nervoso già affaticato; di zuccheri semplici come dolciumi di vario genere che danno un’energia immediata ma non nutrono e non sostengono efficacemente l’organismo; di alcol, sostanza tossica priva di ogni beneficio.

E’ opportuno invece cercare di conservare il tempo dei pasti principali della giornata e un buon consumo dei nutrienti fondamentali: carboidrati complessi (pasta, pane, cereali, patate), grassi insaturi (olio di oliva e frutta secca), proteine (varie fonti proteiche animali e vegetali) e vegetali, frutta e verdura, che con le loro vitamine, microelementi, sostanze antinfiammatorie e antiossidanti (polifenoli, antociani, flavonoidi, etc.) apportano sostanze essenziali anche ai fini della gestione di eventi stressanti.

L’insonnia invece è un disturbo caratterizzato dalla difficoltà di addormentarsi, di mantenere il sonno o di avere un sonno di buona qualità.

Può essere definita come precoce, di mantenimento o tardiva a seconda che si abbia rispettivamente difficoltà a prendere sonno oppure si soffra di risvegli notturni o ci si svegli molto presto al mattino. Può essere anche una combinazione delle tre difficoltà e spesso può associarsi o essere conseguenza di stati ansiosi e/o depressivi.

Per questo specifico campo d’azione sono davvero molteplici le piante medicinali che possono essere di aiuto, spesso associate tra loro in molte preparazioni formulate al fine di sfruttarne i sinergismi d’azione:

Biancospino (Crataegus oxyacantha L.): della pianta si usano le foglie, le sommità fiorite e le gemme. Presenta una spiccata azione sedativa e miorilassante, in particolare molto utile quando gli stati ansiosi sono causa di palpitazioni, tachicardie, squilibri pressori, spasmi addominali e insonnia. Ha un ottimo effetto dose-dipendente nel trattamento degli stati di eccessiva emotività e ansietà, nello stress, nella distonia neurovegetativa, nel nervosismo, nell’ipereccitabilità.

Protegge e ha un effetto preventivo per quanto riguarda i disturbi cardiocircolatori. L’effetto, che non è immediato ma si instaura progressivamente con il suo uso continuativo nel tempo, presenta una buonissima tollerabilità e sicurezza d’uso.

La letteratura non segnala effetti secondari tossici ma è bene non usarlo se si assumono farmaci ad attività cardiaca. Ottimo il gemmoderivato, preparato per macerazione delle gemme della pianta in acqua, alcol e glicerina, che sembra avere l’efficacia migliore per l’attività cardiovascolare.

Tiglio (Tilia tomentosa Moench. – Tilia cordata Mill. – Tilia platyphyllos Scop.): la parte della pianta attiva per quanto riguarda lo scopo sedativo-calmante è costituita dalle infiorescenze. L’azione sedativa e spasmolitica ne rende prezioso l’utilizzo nel trattamento dei sintomi che si accompagnano a condizioni di nervosismo e ansia dove a dominare è lo spasmo (gastralgia, colite, cefalea, tensioni); ottimo tranquillante a tendenza ipnotica adatto anche ai bambini, si può usare in forma di gemmoderivato, di infuso, tintura o estratto secco.

Passiflora (Passiflora incarnata L.): in questo caso si usa l’intera pianta anch’essa dotata di attività antispasmodica e sedativa utile negli stati ansiosi associati a disturbi del sonno. La sua azione sedativa è indicata nelle turbe minori del sonno dovute ad affaticamento, stress, eccitazione cerebrale, climaterio, eccessivo lavoro intellettuale, sindromi ansiose e depressive.

La pianta è in grado di indurre un sonno fisiologico con un risveglio rapido e completo senza conseguenze di depressione o obnubilamento, e al contrario di promuovere un sonno di qualità e un’attenuazione del senso di angoscia.

L’azione antispasmodica anche in questo caso risulta utile nel calmare gli spasmi muscolari e i disturbi gastroenterici di origine nervosa. Essendo inoltre dotata di una blanda azione analgesica viene usata come coadiuvante nelle nevralgie mentre si associa frequentemente al biancospino nel trattamento di palpitazioni e tachicardia dei soggetti ansiosi.

Valeriana (Valeriana officinalis L.): la parte contenente i principi attivi è la radice che una volta essiccata sprigiona il caratteristico odore. Le azioni principali sono ancora una volta la sedativa, la spasmolitica e la ipnotica. Da sola o in associazione alle altre piante con simile attività viene usata per il trattamento delle sindromi ansiose, stati di nervosismo, bolo isterico e palpitazioni, insonnia, cefalea, emicrania, spasmi gastrici e colici.

Utile nell’insonnia da surmenage nervoso ed intellettuale risulta particolarmente utile nelle difficoltà di addormentamento con miglioramento della qualità del sonno. Anche in questo caso la pianta è di sicuro impiego e i benefici, soprattutto sulla sfera del sonno, si cominciano ad apprezzare dopo almeno due settimane di trattamento. Come tutte le piante ad azione sedativa è bene evitare il contemporaneo uso di farmaci con la medesima attività.

Escolzia (Eschscholtzia californica Chamisson): la pianta, ad azione sedativa, ipnoinducente e analgesica, se somministrata a lungo riduce il tempo di addormentamento e migliora molto la qualità del sonno, quindi è utilissima nelle insonnie da addormentamento senza peraltro incidere sulla acuità e prontezza mentale. Ha un’importante attività ansiolitica, nei bambini viene proposta per il trattamento delle turbe neurovegetative e per l’enuresi notturna; utile come calmante in vari tipi di algie (nevralgie, mialgie).

Lavanda (Lavandula officinalis L.): si usano i fiori della pianta e l’olio essenziale estratto da essi. L’azione sedativa la rende un coadiuvante nel trattamento delle emicranie, delle cefalee, nei disturbi minori del sonno, e nei disturbi dell’umore, mentre l’attività antispasmodica esplica la propria utilità soprattutto a livello gastrointestinale. L’olio essenziale può essere utilizzato esternamente per massaggi, bagni, pediluvi rilassanti, oppure per la diffusione aerea negli ambienti e/o tessuti (es. le due gocce sul cuscino prima di dormire).

Melissa (Melissa officinalis L.): della pianta si usano le foglie che possiedono attività ansiolitica, sedativa, spasmolitica e carminativa. Ottimo supporto per la gestione degli stati ansiosi, del nervosismo, dell’ipereccitabilità, è molto utile anche per alleviare gli spasmi del tratto gastrointestinale di origine nervosa, i disturbi cardiaci psicovegetativi, le emicranie. L’acido rosmarinico presente nella pianta possiede anche una buona attività analgesica e antinfiammatoria.

Le piante elencate sono tra le maggiormente usate per il trattamento di ansia, agitazione e insonnia. Non dimentichiamo che ce ne sono anche altre, ben conosciute nella tradizione popolare, quali la camomilla, il luppolo, l’essenza di arancio amaro, il papavero rosso, l’avena e che spesso rientrano nella formulazione di preparazioni calmanti sul sistema nervoso centrale. Cercate soltanto chi sappia suggerirvi le più adatte alle vostre esigenze.

Bibliografia:

  • Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. 2° ed. Campanini E. Tecniche Nuove ed.
  • Guida bibliografica ai più noti fitoterapici. Spignoli G, Mercati V, Boncompagni E. Aboca ed.
  • Dizionario ragionato di erboristeria e fitoterapia. Bruni, Nicoletti. Piccin ed.
  • Ricettario medico di fitoterapia. Campanini E. Tecniche Nuove ed.

www.ansia-psicoterapia.it

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