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Come insegnare ai bambini a non sprecare il cibo

I dati statistici mostrano che ogni anno oltre 200.00 tonnellate di cibo invenduto finiscono nelle
discariche
.

Come insegnare ai bambini a non sprecare il cibo


L’italia, come la maggior parte dei paesi al mondo, ha ancora una percentuale di spreco altissima e
l’unico modo per combattere queste abitudini ormai radicate, è educare le nuove generazioni
all’antispreco alimentare. L’educazione deve partire sia dalle scuola ma anche dalla quotidianità
familiare.

Ad oggi, nei paesi sviluppati, si considerata il cibo come qualcosa di ormai “scontato” nella nostra
quotidianità e non ci si pone il problema che da un momento all’altro questo posso venirci meno.

Ma i nostri nonni che hanno vissuto nel periodo di guerra e nel dopoguerra sanno bene cosa
significa soffrire pre fame e quanto sia importante oggi non sottovalutare la quantità di cibo a
nostra disposizione, ma cercare di valorizzarlo il più possibile, stando attenti agli sprechi.

Dunque, considerando che il cibo è un qualcosa che non tutti possono avere in abbondanza e che
da un momento all’altro può mancare, è fondamentale insegnare ai bambini che il cibo non deve
essere mai gettato via
.

L’approccio che dobbiamo avere nei confronti dei nostri figli per far capire loro l’importanza del
diminuire lo spreco deve avere lo scopo di renderli maggiormente responsabili giorno dopo
giorno della loro porzione di cibo. In questo modo ,piano piano, capiranno quali sono le giuste dosi
che sono in grado di consumare e che il cibo che eventualmente rimane nel piatto può essere
conservato per il pasto successivo o per il giorno successivo.

Un piccolo consiglio rivolto ai genitori è quello di non servire al bambino la pietanza direttamente
nel piatto, ma renderlo più responsabile mettendo sul tavolo direttamente la pentola in modo tale
che il bambino e i restanti membri della famiglia si servino da soli, così col tempo impareranno a
capire qual è la dose più giusta per ognuno di loro.

Inoltre è importante far capire ai nostri bambini che quando un alimento esternamente non è
perfetto nella forma o nel colore non necessariamente è un alimento che non si può mangiare ,
ma bisogna spiegare loro che l’aspetto esteriore non esclude che dentro l’alimento sia buono.

Altro consiglio importante è fare una lista della spesa insieme ai propri figli in modo tale che non
si vada ad acquistare ciò che è già presente in dispensa e soprattutto per rendere il bambino
partecipe di ciò che viene acquistato e quindi di ciò che poi deve essere consumato.

Una volta acquistati gli alimenti è fondamentale anche saperli conservare correttamente e
insegnare al bambino come fare: perché solo con una corretta conservazione gli alimenti
arriveranno integri alla data di scadenza.

Per esempio: nel frigo è bene disporre in prima fila gli alimenti che scadono prima e in secondo
piano quelli con una scadenza più tarda.

Ricordiamo ,inoltre, che la dicitura “preferibilmente entro”, non significa che l’alimento va gettato
oltre quella data, ma che ,magari, entro quella data ha perso alcune delle sua proprietà
nutrizionali ,ma non per questo deve essere gettato.

Un altro metodo che si può utilizzare per far aprire gli occhi ai nostri figli sullo spreco alimentare è
quello di tenere un diario alimentare cosiddetto “dello spreco” dove si annota tutto ciò che si è
mangiato e tutto ciò che invece è rimasto nel piatto ed è andato sprecato.
Questo è un metodo molto utile perché vedere le cose nero su bianco ha sicuramente un altro
effetto che sentirle a parole.

La nuova generazione è l’unica nostra speranza per salvare il pianeta da tante situazioni gravi tra
cui sicuramente quella dello spreco alimentare. Quindi dobbiamo confidare in loro e dare in mano
a loro tutte le carte necessarie per poter ,se non risolvere, almeno migliorare la situazione negli
anni a venire

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