Susanna Agnello
Susanna Agnello

Laurea con lode presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia le scotte di Siena in Dietistica. Laurea Specialistica/ Magistrale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia in Scienze della Nutrizione Umana presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, Firenze.

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Allergie e intolleranze alimentari: quali sono le principali differenze

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Allergie ed intolleranze alimentari sono entrambe delle reazione avverse agli alimenti, ma spesso i due termini vengono confusi ed in realtà queste due condizioni presentano numerose differenze sia per quanto riguarda le cause che il trattamento.

Allergie alimentari:

Quando si parla di allergie alimentari si parla di una risposta del nostro sistema immunitario a certe sostanze. La prevalenza, al contrario di quanto si può pensare, è relativamente bassa nella popolazione adulta (circa il 2%), mentre è più frequente in età infantile specialmente in bambini atopici (8%).

In caso di contatto con un allergene, la risposta immunitaria è rapida (Insorge da minuti a poche ore), acuta, ed è caratterizzata da manifestazioni cliniche insidiose e marcate: si posso presentare sintomi gastrointestinali come gastroenteriti, coliche, diarrea, nausea, vomito, oppure orticaria, eruzioni cutanee ed arrossamenti, asma, rinite e tosse.

Gli alimenti principalmente implicati sono sia di origine vegetale che animale, mentre nei bambini l’alimento maggiormente coinvolto è il latte.

Negli adulti gli allergeni più frequenti sono i crostacei, le uova, il latte, gli arachidi, la soia, il pesce, la pesca, la mela,il sedano, la carota e semi vari.

allergie e intolleranze alimentari

Intolleranze alimentari:

Per intolleranze alimentari si intendono invece reazioni pseudo – allergiche generate da alimenti ricchi di istamina che determinano una risposta non mediata dal sistema immunitario ma piuttosto dal metabolismo.

Sono infatti causate il più delle volte da carenze e difetti enzimatici, come nel caso dell’intolleranza al lattosio, determinata da un deficit dell’enzima lattasi.

I sintomi che caratterizzano un’intolleranza alimentare sono di lenta insorgenza, poco insidiosi, e spesso correlati alla quantità di sostanza ingerita.

In confronto alle allergie alimentari, la prevalenza delle intolleranze alimentari è altamente superiore e si stima che una percentuale di circa il 70% della popolazione mondiale presenti un certo grado di intolleranza al lattosio.

Oltre al lattosio le altre sostanze implicate sono il glutine, il fruttosio, alcuni additivi alimentari e gli alimenti istamino-liberatori (pomodoro, fragole, pesce, albume d’uovo, cioccolato).

Spesso capita che si pensi di avere un’intolleranza o un’allergia alimentare quando non riusciamo a perdere quei “kili di troppo”, ma in realtà raramente le intolleranze sono causa di aumento di peso!

I sintomi che invece ci dovrebbero far sospettare un’ allergia/intolleranza alimentare, dovrebbero essere per esempio gonfiore addominale, cattiva digestione, colite, alitosi, flatulenza e meteorismo, dimagrimento e stanchezza cronica.

Quello che però bisogna fare quando si ritiene di soffrire di una qualche di queste alterazioni è rivolgersi al proprio medico curante per una valutazione dei sintomi, e per essere indirizzati in modo corretto ad una diagnosi appropriata.

Quali sono i test a cui ricorrere?

Ci sono diversi metodi utili all’accertamento di allergie ed intolleranze, i più comuni sono i seguenti:

TEST RAST (RADIO-ALLERGO-SORBEN-TEST)
TEST CURANEI (SKIN PRICK TEST)
DIETE DI ESCLUSIONE
DOUBLE BLIND PLACEBO CONTROLLED FOOD CHALLENGE.

Capita di ricorrere a test dalla minor attendibilità, come nel caso del CITOTEST (test citotossico) e l’ALCALTEST, e si può incorrere nel rischio di eliminare gruppo di alimenti e sostanze nutritive senza una reale allergia/intolleranza.

Pertanto, seguire un iter diagnostico valido ed appropriato, e rivolgersi a professionisti dedicati (medici allergologi, dietisti e nutrizionisti) è di fondamentale importanza non solo per un’accurata diagnosi , ma anche per seguire un regime alimentare equilibrato.

Fonti:

European Food Information Council, British Nutrition Foundation – Food allergy and intolerance briefing paper, Manuale di Gastroenterologia (Unigastro)

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