linee guida per la prevenzione del soffocamento da cibo in eta’ pediatrica

Sebbene oggigiorno ne sentiamo ancora parlare sporadicamente il soffocamento da corpo estraneo rappresenta un problema rilevante della salute pubblica. Si pensi che in Italia, al netto degli ultimi 10 anni, ci sia un trend stabile della quota di incidenti con una media di circa 1000 ospedalizzazioni ma, se si contano tutti gli episodi che non hanno necessitato di intervento sanitario, si arriva a raggiungere gli 80000 casi all’anno.

Soffocamento da Corpo Estraneo

Il soffocamento avviene immediatamente dopo l’ingestione di un corpo estraneo il quale va ad ostruire le vie aeree determinando difficoltà o, nei casi più gravi, impossibilità nel compiere l’atto della respirazione.

Tutto ciò può provocare anossia ossia interruzione dell’apporto di ossigeno ai tessuti. Diventa pertanto fondamentale conoscere tutte le strategie di prevenzione di tale fenomeno e, qualora esso avvenga davanti ai nostri occhi, le procedure da adottare per risolvere il problema.

Gli alimenti rappresentano la principale causa di soffocamento (si stima dal 60 al 80%) e la popolazione maggiormente colpita dal “soffocamento da cibo” è rappresentata da anziani e bambini tra gli 0 e i 4 anni.

Questa incidenza è dovuta alle caratteristiche psico-fisiologiche del bambino tra cui: vie aeree di diametro ristretto rispetto agli adulti, scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi, mancato sviluppo di dentizione completa oltre a una tendenza a svolgere plurime attività durante il momento della masticazione e deglutizione (correre, ridere, parlare etc).

Tutti questi fattori possono quindi aumentare il rischio che il cibo, invece di andare nell’esofago per poi andare incontro ai processi di digestione e assorbimento, possa finire nella laringe o nella trachea con relativo impedimento della meccanica respiratoria.

I casi di incidenti da corpo estraneo sono stati raccolti in uno dei più grandi registri internazionali, il registro Susy Safe. Prendendo in esame i casi avvenuti nei bambini tra gli 0 e i 14 anni ci accorgiamo che gli alimenti che causano più spesso il soffocamento sono gli ossicini di pollo e le lische di pesce (32%) seguiti dalle noccioline (22%) e dai semi (16%). Tuttavia questi non sono gli alimenti che causano le conseguenze più severe in quanto gli incidenti più gravi dipendono da particolari caratteristiche dell’alimento stesso.

Ma quali alimenti sono i più pericolosi? Quali di questi possono portare a conseguenze più gravi?

Tra questi, riprendendo e analizzando i dati di Susy Safe spiccano la carne e i wurstel, responsabili degli episodi più gravi e fatali. Per valutare la pericolosità di un qualsiasi alimento è necessario valutare 3 fattori dell’alimento stesso:

  1. Dimensioni
  2. Consistenza
  3. Forma

Per quanto riguarda le dimensioni sia gli alimenti piccoli come le noccioline o i semi piuttosto che gli alimenti molto grandi hanno lo stesso indice di pericolosità. Infatti, mentre i primi possono inavvertitamente finire nelle vie respiratorie senza essere stati morsi o masticati dal bambino, i secondi sono difficili da gestire durante la masticazione.

Per quanto concerne le consistenze invece, le più pericolose sono senza dubbio:

  1. Dura
  2. Appiccicosa
  3. Fibrosa
  4. Comprimibile

Infatti, mentre gli alimenti duri e fibrosi (es sedano) sono difficili da masticare, quelli comprimibili (es wurstel e marshmallow) possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino li morda e adattarsi alla forma dell’ipofaringe ostruendo il passaggio d’aria. Da evidenziare inoltre come gli alimenti appiccicosi come il burro d’arachidi siano difficili da rimuovere qualora bloccassero la respirazione fisiologica.

Infine, facendo riferimento alla forma, le più pericolose sono sicuramente quella tonda e quella cilindrica in quanto possono con una maggiore facilità ostruire completamente il passaggio d’aria.

Questo non vuol dire che dobbiamo togliere a priori ai nostri figli il consumo di tutti gli alimenti che hanno queste caratteristiche. In tal caso si correrebbe il rischio di una dieta poco varia e sbilanciata sia nei macro che nei micronutrienti come vitamine e sali minerali, necessari per un corretto sviluppo e per il mantenimento delle funzioni fisiologiche del nostro organismo.

E’ però raccomandato adottare semplici regole di preparazione di tali alimenti per abbattere il rischio di andare incontro al soffocamento.

Le linee guida italiane, prendendo in considerazione le altre linee di indirizzo internazionali oltre ai dati raccolti dal registro Susy Safe, hanno proposto a tal proposito un set di regole per la preparazione di alimenti pericolosi riassunti nella tabella seguente:

In aggiunta a queste indicazioni le linee di indirizzo ci consigliano di far tenere ai bambini un comportamento opportuno durante il pasto in modo da ridurre ulteriormente i nuovi casi di soffocamento.

Come emerge chiaramente dalla revisione dell’esperienza internazionale la prevenzione del soffocamento non può prescindere da una serie di azioni coordinate che coinvolgono tutti i soggetti rilevanti il problema.

Si parte dall’industria alimentare, alla quale è richiesto di rispettare le regole espresse nella tabella sopracitata durante la preparazione dei propri prodotti, fino ad arrivare agli operatori sanitari, responsabili della ricerca e sorveglianza del fenomeno oltre alla sensibilizzazione e all’educazione delle famiglie sul tema del soffocamento.

Quest’ultima azione diventa fondamentale per una corretta prevenzione visto che, come riportato dal registro Susy Safe, quasi la metà degli incidenti da corpo estraneo si sono verificati sotto la supervisione di un adulto.

Questi risultati confermano quanto sia importante un’adeguata conoscenza del problema da parte dei genitori e dei responsabili della supervisione del bambino per garantire una prevenzione impeccabile

Terminato il tema della prevenzione la prima domanda che ci dovrebbe venire subito in mente è: ma se mi trovassi davanti mio figlio o un qualsiasi altro bambino che sta soffocando dopo aver dato un bel morso al suo panino preferito come mi devo comportare?

Cosa devo fare per risolvere il problema?

Anzitutto, per quanto la situazione possa essere critica o meno, si deve cercare di mantenere la calma e valutare nel migliore dei modi la situazione che si pone davanti a noi.

Ricordate sempre che il bambino che ha in atto un soffocamento, non riuscendo a respirare o facendolo in maniera difficoltosa, sarà nel panico più totale.

Se ci mettiamo a strillare o ci disperiamo davanti a lui aumenteremo ancora di più la sua paura con il solo effetto di peggiorare la situazione. Per questo bisogna essere forti e trasmettere al bambino che abbiamo il controllo della situazione nonostante dentro di noi affiorerà il terrore più totale.

Il soffocamento da corpo estraneo sarà molto facile da identificare: infatti, non appena ingerito un oggetto o un alimento solido si presenteranno immediatamente sintomi peculiari quali boccheggiamento, cianosi (viso assume un colorito bluastro), sudorazione, lacrimazione fino ad arrivare aio sintomi più gravi quali le convulsioni e lo svenimento.

Non appena avvenuta l’evento, avrà enorme importanza riuscire a capire di che tipo di ostruzione si tratta:

  • Parziale= il corpo estraneo è di calibro inferiore di quello delle vie aeree incuneandosi a livello dei bronchi. Questa è la situazione meno grave e più facile da gestire in quanto si ha passaggio d’aria sufficiente per l’ossigenazione del sangue e la vittima è in grado di tossire o piangere
  • Totale= in questo caso l’aria non passa visto che il corpo estraneo, di grandi dimensioni, si incunea a livello della trachea o nella faringe creando una sorta di “tappo”. Tale ostruzione è critica e non permette alla persona di tossire o emettere alcun suono.

Questa distinzione tra le due tipologie di ostruzione determinerà quali sono le azioni da compiere per risolvere il problema.

Se siamo d’avanti ad un’ostruzione parziale l’unica cosa che dobbiamo fare è indurre il bambino a tossire. La tosse indica che c’è passaggio d’aria quindi se il bambino riesce a tossire ed è cosciente non importa fare nient’altro. Evitate di prendere l’iniziativa facendo guardare in alto il bambino, scuotendolo, dandogli da bere o indurgli il vomito.

Questi atteggiamenti possono addirittura aggravare la situazione facendo spostare il corpo estraneo portando ad un’ostruzione ancora maggiore. Qualora con i colpi di tosse il quadro clinico dopo un po’ di tempo non si risolve è necessario chiamare il pronto soccorso.

Se invece l’ostruzione è completa, dobbiamo agire con molta velocità.

Siamo in una situazione in cui l’ossigeno non sta passando affatto e, più che il tempo passa più aumentata la probabilità di morte dei neuroni che non stanno ricevendo più ossigeno dal sangue. Non c’è tempo da perdere, dobbiamo agire subito.

La prima cosa da fare è chiamare il 118 che, oltre ad indicarvi cosa fare, si occuperà di mandare da voi i soccorsi prima possibile. Nel mentre dobbiamo mettere in atto le manovre di disostruzione per cercare di far respirare di nuovo il nostro bambino.

Queste consistono in:

  • 5 pacche interscapolari con via di fuga laterale
  • 5 compressioni toraciche (manovra di Heimlich). Tale manovra consiste nel mettersi dietro al bambino, chiudere le mani a pugno una sopra l’altra sotto lo sterno e compiere delle compressioni vigorose in direzioni dalì davanti a dietro (tiro il bambino verso di me) e dal basso verso l’alto. Il tutto per ottenere una sorta di tosse “artificiale” sfruttando l’aria residua nei polmoni

Continuare ad alternare queste manovre fino alla risoluzione dell’ostruzione o all’arrivo dei soccorsi.

Se durante l’ostruzione completa il soggetto diventa incosciente è necessario iniziare la rianimazione cardiopolmonare di base. Ecco perché viene fortemente raccomandato di fare un corso di primo soccorso (BLSD) con relativi aggiornamenti.

Questo ci insegnerà tutte le manovre da attuare in caso di arresto cardiaco. Ecco le più importanti azioni da compiere in ordine cronologico:

BLSD

-posizionamento del soggetto su un piano rigido: se il bambino sviene davanti a noi è necessario metterlo supino (pancia in su) e porlo sopra qualcosa di rigido (terra, tavolo ecc) con il corpo ben allineato.

  1. valutazione della pervietà delle vie aeree: una volta sdraiato porre una mano sulla fronte del soggetto ed estendere delicatamente la testa all’indietro per verificare se l’oggetto, che ha provocato il soffocamento sporge oppure no. Nel caso affiorasse in modo significativo procedere nel rimuoverlo. Ultima cosa da valutare è se la lingua si è retroflessa (arrotolata) impedendo lei stessa il passaggio di ossigeno. Se così fosse procedere a rimetterla in posizione fisiologica
  2. valutazione respiro tramite il GAS (guarda ascolta senti): è la prova del nove che ci conferma o meno se il respiro sta passando. Essa consiste nel porre una guancia sopra la bocca del paziente mentre si ha lo sguardo diretto sul torace. Si conta fino a 10 secondi a voce alta e, se non sentiamo il respiro del soggetto sulla nostra guancia e non vediamo espandersi il torace non c’è più dubbio. La vittima non respira e dobbiamo intervenire con la rianimazione cardiopolmonare.
  3. rianimazione: porsi al fianco della vittima posizionando il palmo della mano al centro del torace e il palmo dell’altra mano sopra quest’ultimo. Intrecciando le dita delle mani tra loro e tenendo le braccia dritte iniziare le compressioni toraciche premendo verso il basso per circa 5 cm. Alternare alle compressioni le insufflazioni (respirazione bocca a bocca) per un rapporto di 30:2.: dopo le trenta compressioni eseguire due insufflazioni e ripartire. Continuare la rianimazione fino all’arrivo dei soccorsi o finchè il soggetto non riprende conoscenza.

NB: se, dopo aver accertato l’arresto cardiorespiratorio della vittima, ci troviamo in una zona che ha il defibrillatore elettronico, mandare immediatamente qualcuno a prenderlo mentre noi eseguiamo le rispettive compressioni e insufflazioni.

Non appena ci verrà portato interrompere la rianimazione e posizionare il defibrillatore elettronico seguendo le istruzioni.

Da questo momento farà tutto lui (deciderà se scaricare o meno) e il vostro unico compito sarà quello di assicurarsi che nessuno si avvicini e per nessun motivo tocchi il soggetto durante una possibile scarica del defibrillatore.

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