Il rifiuto del cibo nei bambini

Tra i più piccoli è ad oggi molto diffuso il concetto di “neofobia” ,termine con cui ci si riferisce al
rifiuto nell’assaggiare nuovi cibi.


La neofobia è una patologia psichiatrica tipica dell’età adulta, ma che ,negli ultimi anni, sta
prendendo campo anche nei bambini dai 3 ai 4 anni in poi ed è stato scientificamente evidenziato
che se le madri hanno degli atteggiamenti neofobici, è molto più facile che il figlio sviluppi nel
tempo tale atteggiamento.

Il rifiuto del cibo nei bambini


Affinchè questo atteggiamento neofobico non si manifesti, e’ importante porre particolare
attenzione al momento del divezzamento, il quale non deve essere né posticipato né anticipato
perché per il bambino questo rappresenta una tappa fondamentale della sua crescita e non deve
subire grosse alterazioni.


Per tanto appena iniziato il divezzamento è importante lasciare libero il bambino di toccare ogni
cibo che gli si presenti davanti, di annusarlo e perché no di assaggiarlo, in modo da iniziare a
sviluppare i 5 sensi prendendo confidenza piano piano con gli alimenti nuovi.

E’ fondamentale che il bambino attraverso i 5 sensi riesca il prima possibile a prendere confidenza
con tutti gli alimenti in modo da farli “propri” e non riconoscerli più come sconosciuti, altrimenti
continuerà per sempre a rifiutarli.


Inoltre è importante proporre sempre un alimento nuovo per volta per saggiarne la sua
tollerabilità e permettere che il bambino si abitui ai nuovi sapori piano piano.
Oltre alla neofobia si parla spesso di “alimentazione selettiva” , cioè quando i bambini si limitano
a mangiare solamente una gamma di alimenti preferiti andando a rifiutare tutti gli altri ,
solitamente quelli rifiutati sono anche i cibi più sani.


Ci sono alcuni alimenti che il bambino rifiuta perché non li sente come “familiari” , è come una
sorta di selezione naturale che lui effettua contro sostanze che lui ritiene nocive in quanto a lui
sconosciute.
Ci sono alcuni “trucchi” che si possono utilizzare affinché il bambino riesca a mangiare qualcosa e
vada evitando così carenze alimentari e problemi di salute poi nell’età adulta.

  • Si può associare il momento del pasto ad un gioco in modo tale da dare al cibo una sfumatura ludica.
  • E’ importante associare cibi che per certo piacciono al bambino con cibi un po’ più salutari ma magari a lui meno graditi: quindi fondamentale dare importanza agli abbinamenti.
  • Evitare che il bambino faccia troppi spuntini durante la giornata perché questo può farlo arrivare al momento del pasto principale già abbastanza sazio.
  • E’ importante giocare sui 5 sensi: quindi diventa fondamentale la presentazione del piatto quindi che sia un piatto ricco di colori e lasciare libero il bambino di toccare gli alimenti in modo tale da prendere confidenza con questi.

Curare la neofobia e la selettività alimentare è molto importante per preservare la salute del
nostro bambino: infatti coloro che soffrono di questi disturbi sono spesso bambini in sovrappeso o
obesi perché si cibano sempre degli stessi alimenti poco salutari e in abbondanza oppure d’altro
canto può essere un bambino che non cresce in maniera regolare perché, rifiutando la maggior
parte degli alimenti, si trova ad avere severe carenze nutrizionali di micro e macro nutrienti.


E’ importante che ciascun alimento che il bambino rifiuta sia poi riproposto a distanza di poco
tempo e magari in maniera sempre diversa; tutto questo tuttavia deve essere fatto senza nessuna
forzatura nei confronti del bambino e senza alcun tipo di minaccia che inneschi quel meccanismo
completamente errato di premio/punizione.

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Siamo quello che mangiamo

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Il rapporto che ognuno di noi ha con il cibo certamente non dipende solo dal fatto che “abbiamo fame”. È risaputo che

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