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Susanna Agnello
Susanna Agnello

Laurea con lode presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia le scotte di Siena in Dietistica. Laurea Specialistica/ Magistrale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia in Scienze della Nutrizione Umana presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, Firenze.

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Avvicinare i piccoli ai “gusti più difficili”

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Ormai sappiamo che il cibo è una cosa seria e quando si parla di bambini assume un significato ancora più importante.

Imparare a mangiare bene è necessario, i bambini fino ai 4 anni solitamente mangiano poca verdura e cibi non troppo nutrienti che invece sarebbero utili per la crescita e per aumentare le difese immunitarie.

Unalimentazione corretta, come sappiamo, è fondamentale nel trattamento e nella prevenzione di molte malattie e disordini alimentari come il sovrappeso.

Bambini che hanno un peso superiore a quello previsto per la loro età, possono subire conseguenze dirette sulla salute fisica, psicologica e sociale, rappresentando oltretutto un rischio per l’insorgenza di gravi patologie nell’età adulta.

 

i bambini e i gusti più difficili

Appare quindi rilevante che vi sia un’educazione alimentare già nei primissimi anni di vita alla quale i genitori possono contribuire.

Alcune ricerche infatti sostengono che lo stile e l’atteggiamento dei genitori nei confronti del cibo condizionino le abitudini alimentari dei figli: fin dai primi tempi, il modo in cui il genitore parla del cibo, lo cucina e lo gestisce influisce sullo sviluppo di abitudini alimentari sane da parte del bambino.

Questi ultimi infatti osservano e imitano i genitori e li prendono come esempio.

Spesso però le mamme sentono di essere ansiose e timorose nel proporre un regime alimentare equilibrato e allo stesso tempo allettante ai propri figli.

La chiave del divertimento è fondamentale per far “accettare” anche i cibi meno amati e mai assaggiati dai più piccoli: magari avvicinarsi a questi alimenti con qualche “gioco” o condividendone la preparazione, può renderne più piacevole anche il gusto.

Inoltre, mentre si prepara da mangiare il piccolo può comunicare più facilmente, raccontarsi o descrivere i suoi pensieri.

 

Possiamo insegnare ai nostri bambini che mangiare in modo sano non vuol dire mangiare e accontentarsi di piatti poco gustosi ma che il sapore e il gusto del cibo dipendono dagli ingredienti che utilizziamo e dal modo in cui sappiamo combinarli.

Per aiutare i piccoli ad avvicinarsi a nuovi alimenti potrebbe essere utile fare esperienza con sapori diversiampliare le esperienze sensoriali mostrando loro piatti differenti e giocando coi colori e l’aspetto del cibo.

A volte basta anche solo farsi aiutare per apparecchiare la tavola oppure andare insieme al mercato che con la sua varietà di colori e stimoli, può essere più attraente rispetto al supermercato.

Perciò coinvolgere i più piccoli nella preparazione dei pasti è un’abitudine che può fare la differenza per migliorare lo stile di vita alimentare e per fare prevenzione in maniera efficace, evitando problemi di sovrappeso precoce e obesità.

Psicoterapeuta Valentina Falsini
riceve su appuntamento
presso gli studi:
Scandicci via Giotto 59
Firenze Via Pierluigi da Palestrina 1
zona porta al prato
Empoli Sovigliana, Via Cairoli 19
Tel 328 8277128

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