Susanna Agnello
Susanna Agnello

Laurea con lode presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia le scotte di Siena in Dietistica. Laurea Specialistica/ Magistrale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia in Scienze della Nutrizione Umana presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, Firenze.

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Dieta vegetariana e vegana pro e contro Nei Bambini: Si o No?

Le dieta vegetariana e vegana non possono considerarsi “off -limits” nei bambini in età pediatrica e gli studi
scientifici lo confermano ,soprattutto l’accademia americana di pediatria , dal 1977 sostiene che se ben
pianificate queste diete siano idonee per la salute.

Negli ultimi anni c’è stata molta attenzione anche in
campo pediatrico Italiano: su una della maggiori riviste indirizzate ai pediatri italiani chiamata “il medico del
bambino” sono stati pubblicati 2 articoli a favore di queste diete.

Recentemente anche una rivista destinata
ai genitori scritta dall’associazione dei pediatri italiani ha dedicato un numero monografico alle diete
vegetariane in pediatria.

Spesso il problema di questa tipologia di diete è che si pensa solamente a togliere gli alimenti di origine
animale o di derivazione animale senza riflettere sul fatto che, chi scegli di seguire questo tipo di regime
alimentare, dovrebbe impostare per sé e per il proprio bambino un’alimentazione differente che vada a
coprire tutti i loro fabbisogni sia in termini di calorie sia in termini di micro e macro nutrienti.

Quindi la vera questione non è basata sulla domanda “Posso dare al bambino una dieta vegetariana o vegana?” ,ma ciò
che dobbiamo chiederci è come informarsi per poter seguire al meglio una dieta di questo tipo e a chi
rivolgersi per avere un valido supporto in questo percorso. Soprattutto quando si tratta di bambini in età
pediatrica scegliere una strada come una dieta vegetariana o vegana in totale autonomia può
compromettere seriamente la salute e la crescita del bambino, per cui il consiglio è quello di richiedere il
supporto e la collaborazione del nutrizionista e del pediatra.

La SINU (Società Italiana per la Nutrizione Umana) ha pubblicato un documento con tutte le
raccomandazioni per seguire in modo corretto una dieta vegetariana o vegana. In questo documento si dice
che gli studi condotti sui bambini vegetariani non hanno mostrato una marcata differenza nella crescita
rispetto ai bambini non vegetariani , anche una dieta vegana non sembra precludere una corretta crescita
del bambino seppur sembra che avvenga più lentamente.

Per quanto riguarda le proteine una metanalisi del 2003 dimostra che il fabbisogno metabolico di proteine
nei bambini vegetariani può discostarsi solo di un 5-10% da quello dei bambini non vegetariani per il
semplice fatto che le proteine di origine vegetale risultano più difficili da digerire rispetto a quelle animali.

La vitamina B12 è forse, ad oggi, l’unico integratore fondamentale per coloro che seguono una dieta
vegetariana o vegana perché questa vitamina del gruppo B si trova solo ed esclusivamente negli alimenti di
origine animale: un apporto non adeguato di vitamina B12 nel tempo va ad influenzare negativamente la
salute delle ossa. I LARN consigliano un ‘assunzione giornaliera di B12 di 5 grammi per i bambini dai 6 mesi
ai 3 anni, di 25 grammi dai 4 ai 10 anni, di 50 grammi per tutto il resto della popolazione.

L’apporto di calcio non rappresenta , secondo gli studi, un problema per i vegetariani che dunque non ne
necessitano l’integrazione, bensì per i vegani che dovrebbero, invece, far attenzione ad introdurre nella loro
alimentazione prodotti che siano buone fonti di calcio come bevande a base di soia, frutta secca, verdure
con ossalati come gli spinaci, la bietola, la barbabietola, i pomodori verdi.

Per quanto riguarda il contenuto di ferro, le diete vegetariane e vegane sono molto simili a quelle onnivore,
in quanto la maggior parte di questo minerale è contenuto in alimenti di origine vegetale come cereali,
frutta, verdure, patate, tuberi . Tuttavia il ferro presente negli alimenti vegetali è meno biodisponibile
rispetto a quello che si trova negli alimenti di origine animale per cui le raccomandazioni dei LARN sono
quelle di adottare alcune strategie per aumentarne la biodisponibilità:

  • Consumare insieme ad alimenti ricchi di ferro, frutta e verdura ricche di Vitamina C
  • Porre attenzione alla modalità di preparazione dei cibi ,preferendo quelle che eliminano l’acido fitico che è un potente chelante del ferro (es. macinazione, ammollo e germinazione dei legumi, lievitazione acida del pane)
  • Consumo di alimenti fortificati come i cereali nella prima colazione

Sugli Omega 3 la questione è ancora incerta, gli studi attuali non sono in grado di confermare se una dieta
vegetariana ne apporti una minor quantità rispetto ad una dieta tradizionale; le incertezze per ora
riguardano anche l’EPA (acido eicosapentaenoico) , il DHA (acido docosaesanoico) e l’ALA (acido alfa-
linoleico). Per i vegetariani è possibile migliorare l’apporto di questi elementi incrementando il consumo di
noci, semi di lino, semi di chia e oli da essi derivati che sono buona fonti di ALA. Per i vegani o per chi ha
necessità particolari come nel caso dei bambini se ne consiglia l’integrazione.

Sicuramente come in ogni realtà, anche nel seguire una dieta vegetariana o vegana c’è un pro e un contro:

Dieta vegetariana e vegana pro e contro

IL PRO: Una dieta vegetariana o vegana riduce il rischio di ipertensione, di malattie cardiovascolari, di
diabete di obesità e di cancro. Se seguita con un certo rigore, questo tipo di dieta è ricca di antiossidanti e
di vitamine che proteggono l’organismo dai radicali liberi quindi dall’invecchiamento e dalle malattie.

IL CONTRO: una dieta vegetariana o vegana può facilmente portare a scompensi nutrizionali e carenze di
ferro, proteine e vitamine. Questo si verifica quando il regime alimentare non prevede il giusto
bilanciamento tra gli alimenti: ecco perché è importante che una dieta di questo tipo sia svolta sotto la
supervisione di professionisti: pediatri e nutrizionisti.

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